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BREVE STORIA
DI UN CERCASTORIE

Lumaca di Pietra, Tunisi

la prima volta

La prima volta che cercai di scrivere un libro avevo ventun'anni. Un'idea mi guizzò in mente, scrissi le prime due pagine pieno d'entusiasmo, poi mi arrestai: quella storia era ambientata nell'Africa dell'era vittoriana, ma cosa ne sapevo io di quei luoghi, di che odore avessero, di come agitassero le mani i suoi abitanti quando scherzavano o litigavano? Come avrei potuto scriverne con sincerità senza esserci mai stato?

 

Così abbandonai il file nelle profondità del computer, e me ne dimenticai per quasi dieci anni. Nel frattempo, quasi per caso, la vita in Africa mi ci portò davvero.

Fra la via emilia e l'equatore

Ho studiato all'Università di Bologna, dove ho conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Sociali.

Per sette anni ho fatto ricerca sui flussi migratori interni in Kenya e Uganda, dove ho vissuto in baraccopoli e aree post-conflitto. Lì ho raccolto le biografie di oltre 200 persone: gente comune, profughi, ex guerriglieri, leader religiosi e tribali. 

Negli stessi anni ho lavorato come editor e poi caporedattore della rivista accademica Afriche e Orienti, capo della segreteria organizzativa dell'Associazione per gli Studi Africani in Italia, e tutor universitario, dove aiutavo gli studenti a trovare la propria strada (e a ricordarsi che rimanere in pari con gli esami è importante).

Alba nel Masai Mara
Incrocio di Mumbai
Bagni di Antonino, Tunisi

ANDATA

Lasciata l'università, trovai lavoro come commerciale in un'antica azienda di ceramiche. In teoria dovevo girare per l'Italia; poi, fra un colloquio e l'altro, mi proposero di occuparmi dell'Africa e Israele, a cui in seguito si aggiunse anche l'India. 

Così sono finito di fronte ad alcuni dei uomini più potenti di quei tre mondi: imprenditori miliardari, potenti uomini politici, personaggi di frontiera usciti da una pellicola di Sergio Leone.

Ho speso alcuni folli, entusiasmanti anni ad aprire nuovi mercati per l'export, costruendo l'immagine del brand da zero, facendo innamorare i clienti della sua storia e della bellezza che offriva.

E intanto la scrittura creativa mi accompagnava sui lunghi voli intercontinentali e negli interminabili scali in aeroporto, 

​da Casablanca a Mumbai.

E Ritorno

Spesso ci serve uno scossone per renderci conto che ci troviamo su una strada che non fa per noi. Il mio arrivò mentre ero a diecimila metri di quota.

​​

Convinto che non sarei mai tornato a casa vivo, ebbi uno di quei momenti romanzeschi in cui il protagonista fa il bilancio della propria vita prima della fine, e l'unica cosa a cui riuscivo a pensare era "cavolo, proprio ora che ho ripreso in mano quell'idea di romanzo, proprio ora che ho capito quanto amo scrivere. Se rinasco..."

​​

Pochi mesi dopo mi sono dimesso per (ri)fare

della scrittura il mio mestiere.

Aereo a Milford Sound
Camminamento di un castello medievale

Il mio regno per un cavallo!

A sette anni volevo fare il cavaliere. Passavo i pomeriggi a tirare le linguette di libri tridimensionali sul medioevo, facendo sollevare castelli, eroi e draghi.

Vent'anni dopo mi trovavo nel cortile di una rocca, bardato di ferro e lana sotto il solleone di giugno: ero uno dei volontari che accompagnava il pubblico di un festival medievale attraverso un viaggio nella Storia, facendogli provare vestiti, armi e armature medievali. I genitori mostravano ancora più entusiasmo dei loro figli e, nonostante il sole cocente, insistettero per finire il tour e ascoltare tutto ciò che avevamo da raccontargli.

Nominammo cavalieri un paio di bambini fra gli applausi dei presenti, come nei film. Prima di andare, un padre si avvicinò e ci disse "grazie. Se a scuola mi avessero raccontato Storia così, avrei preso tutti dieci!" e poi, d'un tratto, arrossì: "non è che fareste cavaliere pure me?"

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